L’OPERA: La strada giusta per riportare il pubblico a teatro

Il nuovo percorso artistico del Teatro Lirico, intrapreso dal Sovraintendente, Claudio Orazi, e dal Direttore Artistico, Mauro Meli, continua a dare i suoi frutti. Prima della pausa estiva è stata programmata, con successo, La Traviata per ben quindici recita, dai primi di luglio no a metà agosto. Si è trattato di un’idea vincente: il pubblico è tornato a frequen- tare un Teatro grazie ad una programmazione pensata e articolata che ha fruttato molti nuovi abbonamenti.
Per La Traviata sono previsti tre cast.

Gerard Kosten ha saputo guidare l’Orchestra dell’Ente Lirico con grande professionalità, con piglio deciso, dolce e allo stesso tempo drammatico, non tralasciando i momenti lirici e l’attenzione verso i personaggi, nel rispetto della partitura.

Ci pare, invece, che esso manchi all’allestimento curato dai coniugi Karl-Ernst e Ursel Herrmann, ideato molti anni or sono per la co- produzione con la Deusche Oper di Dusseldorf e Duigsburg. Ancora una volta il nostro pensiero va ad un illustrissimo maestro italiano:

Qualche esempio? Primo di tutto i personaggi: duri, acidi, cattivi, qualunque sia la situazione. Violetta sembra una spia della Gestapo più che una donna di facili costumi che frequenta i bei salotti parigini dell’epoca, una escort, come si direbbe ora. Ed ancora: nel secondo atto, nella casa di campagna di Violetta, all’aprirsi del sipario si re- sta attoniti alla visione di una camerata grande e spoglia con delle enormi vetrate da cui si vede non la campagna dei dintorni di Parigi ricca di ori ma una steppa innevata con scheletri di alberi monchi dietro cui si cela papà Germont (vengono subito in mente le parole di quest’ultimo “pur tanto lusso!”). La festa a casa di Flora non è altro che uno squallido “rave-party” di Carnevale dove i nudi e gli atti più volte, ha ribadito che il “theater-regie” tedesco odia il nostro repertorio e non perde occasione di involgarirne i capolavori. Questo spettacolo, dato a Cagliari non più tardi di due anni fa, nel 2014, continua ad essere molto discutibile, con parecchi momenti privi di senso e irrispettosi verso la drammaturgia dell’opera sessuali mimati non mancano. Ma diamine un minimo di buongusto!
Per tacere dei bruttissimi costumi, curati dallo stesso Karl-Ernst Ermann, così come le sce- ne, una accozzaglia di trovarobame che salva solo gli uomini in abito scuro, mentre ahimè le povere donne si trascinano con palandrane che non si userebbero neanche in un saggio scolastico. E che dire di Violetta: per il primo atto sfoggia un vestito sado-maso con tanto di spacco n sull’inguine da Portiere di notte, per la casa un anonimo costume da casalin- ga ucraina e la festa di Flora un modello di tulle viola a diversi strati simboleggianti una gardenia?

Abbiamo visto solo due delle compagnie previste; la prima sera Zuzana Markovà, dotata di un buon timbro e una voce di forte accenti ma di poca estensione, disegnava una Violetta cruda, quasi virile, algida, men- tre la sera dopo Lana Kos ha riportato a casa la donna malata, fragile, innamorata, rassegnata con una buona dizione, un ottimo registro acuto per una linea interpretativa di tutto rispetto. L’Alfredo Germont di Antonio Gandia si è avvalso di buone inten- zioni vocali, voce rotonda, educata che, purtroppo, si sbianca un po’ nella zona alta. Ha disegnato un innamorato appassio- nato e pentito del suo comportamento. Il tenore Emanuele D’Aguanno dà al personaggio di Alfredo un aplomb giova- nile e scanzonato; peccato che la sua voce risulta piccola e priva di sostegno nel registro alto.
A Vittorio Vitelli riconosciamo i buoni mezzi vocali, che non ha messo realmente al servizio di Giorgio Germont:

La lunga locandina comprendeva la corretta e valida Anni- na di Vittoria Lai, la intraprendente Flora di Veta Pilipenko, il sempre professionale Francesco Musinu, Dottor Grenvil, Claudio Levantino, Marchese d’Obigny, Nicola Evau, Baro- ne Duphol, Gastone, Enrico Zara, che hanno dato apporto alla riuscita dello spettacolo; ed ancora Marco Puggioni, Giuseppe, e Francesco Leone, Domenico/Commissionario. Il maestro Gaetano Mastroiaco ha adegutamente istruito la massa Corale del Teatro Lirico. Successo vivissimo, no- nostante l’allestimento poco gradito.

L'Opera: Cagliari - Lana Kos